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Comune di San Sossio Baronia

Comune di San Nicola Baronia
20 Novembre 2019

Comune di San Sossio Baronia


Storia

L'acqua sorgiva, che scaturisce in abbondanza dalle colline circostanti, sta alla base dell'origine stessa del paese. Infatti, nell'Alto Medioevo, San Sossio Baronia era la zona delle sorgenti comprese nei possedimenti dei Signori di Trevico. I pastori con gli armenti scendevano per abbeverarli in quella zona, comunemente detta Acqua della Madonna, dove attualmente esistono tre grotte scavate nell'argilla, di cui una al centro più piccola, che, per la forma di presepe che hanno nell’insieme, rispettivamente rappresentano le grotte di S. Giuseppe, della Madonna e del Bambino.

Il paese si è originato nel XIII secolo intorno ad una sorgente presso la chiesa parrocchiale. Questa, costruita nel 1754, fu distrutta dal terremoto del 1930. La presenza di ruderi e alcune caratteristiche topografiche fanno ritenere che la zona sia stata importante centro anche al tempo dei romani. Adiacente al corso del torrente Fiumarella, come risulta dai resti di un ponte romano in località Turro, l'attuale autostrada segue un tracciato della Via Appia. Ad un intervallo di circa 30 metri sono stati  trovati dei pozzi che, scavati con particolare perizia, in passato erano utilizzati per l'irrigazione dei campi e per l'abbeveraggio di carovane. Reperti archeologici di notevole importanza quali monete, pesi romani, armi e suppellettili vari reperiti in questa civitas si trovano presso il Museo Irpino di Avellino.

San Sossio Baronia fu poi distrutta durante l'Impero Romano, ma non si sa se per difesa o conquistata da altri popoli. La datazione di origine del paese riferita al secolo XIII è convalidata da un rescritto di Carlo D'Angiò del 1299.

Si presume che il nome San Sossio derivi da una leggenda. Infatti, si narra che un asino, sul quale venivano trasportate le reliquie di San Sossio martire (martirizzato con San Gennaro) destinate ad un paese vicino, giunto in località ora detta Sella Coppola, infilò la strada che conduceva alle poche case esistenti in fondo alla valle e non ci fu verso di fargli cambiare direzione. Si gridò al miracolo: le reliquie rimasero nella chiesetta dell'Annunziata e al paese fu dato il nome San Sossio.

Durante il feudalesimo, i sossiani godettero sempre di una certa autonomia per il loro straordinario spirito di indipendenza e libertà. Si racconta di una vecchietta la quale, intorno al 1500, al feudatario che dopo essersi dissetato voleva imporre una tassa, rispose: «l'acqua è fresca, Eccellenza, ma le nostre teste sono calde». Il signorotto si guardò bene dall'applicare la tassa. Trae forse origine da questo lo stemma del comune: tre getti d'acqua che scaturiscono dalla cima di una collina sormontata da tre stelle a cinque punte. Nel 1612, grazie a Ferdinando Loffredo, la sorgente più feconda fu abbellita nella fontana che ora appare maestosa nella sua semplicità architettonica e nel bassorilievo con lo stemma del nobile casato dei Loffredo e con l'immagine del Santo Patrono.

Il paese, inoltre, partecipò attivamente ai moti rivoluzionari. Saputo che Garibaldi marciava verso Napoli, il popolo sossiano assalì il Municipio. Questo movimento legittimista ben presto degenerò in brigantaggio. Le bande furono ingrossate da delinquenti della peggiore specie, devastando e commettendo ogni sorta di delitti, protetti dalle fitte boscaglie. In questo territorio imperava la banda del brigante Giuseppe Schiavone, assieme all'inseparabile compagna, Filomena Pennacchio, nata a San Sossio il 6 novembre 1841, che in una incursione sull'abitato recise le quattro teste di angeli scolpiti in altorilievo agli angoli del basamento di una croce di pietra del 1611. Tale croce, recentemente restaurata, è il vanto del paese e fa da sfondo ad una delle vie più importanti.

L'acqua sorgiva, che scaturisce in abbondanza dalle colline circostanti, sta alla base dell'origine stessa del paese. Infatti, nell'Alto Medioevo, San Sossio Baronia era la zona delle sorgenti comprese nei possedimenti dei Signori di Trevico.

Monumenti e luoghi d’interesse

 

Chiesa S. Maria Assunta

La chiesa Parrocchiale di S. Maria Assunta sovrasta la piazza centrale del paese. Sul suo lato sinistro si trova la ex chiesa del Purgatorio, mentre dall'altro lato della piazza c'è il Municipio. La chiesa di S. Maria Assunta venne realizzata agli inizi del XX secolo, precisamente ricostruita dopo il terremoto del 1930, in stile gotico. La facciata, infatti, presenta il tipico rosone centrale e due Madonnine al di sopra del portone d'ingresso. Accanto alla Chiesa sorge il bel campanile con l’orologio civico. Sul lato sinistro della chiesa si trova una croce in metallo su piedistallo.