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Comune di Carife

Comune di San Nicola Baronia
20 Novembre 2019

Comune di Carife


Storia

Carife, capitale dell'archeologia irpina, sorge sopra una collina che domina la valle dell'Ufita. Il suo territorio, appartenente all'antica Baronia, conserva resti di insediamenti dalle origini antichissime. Scavi archeologici hanno riportato alla luce, nelle vicinanze del perimetro urbano, testimonianze preistoriche che fanno risalire al V - IV millennio a.C. la presenza abitativa.

La presenza umana maggiormente documentata, però, resta quella dei Sanniti che vi si stabilirono tra il V e IV secolo a.C., giungendo in questo territorio, non è dato certo, in una modalità che ci viene raccontata da una leggenda. Gli Osci, che insieme agli Umbri e agli Etruschi appartenevano alla popolazione della penisola dette "popolazioni italiche", attorno all'anno Mille a.C., durante le migrazioni alla ricerca di pascoli, periodicamente stanziavano fondando villaggi. Quando la natura era propizia e la popolazione aumentava, veniva dichiarato anno sacro, detto "Ver Sacrum". Nell'anno sacro vi era un notevole movimento di genti verso i santuari che generava nuovi incontri e favoriva la formazione di nuove comunità le quali intraprendevano viaggi in cerca di pascoli e territori ove stabilire la nuova dimora. Durante il "Ver Sacrum", un animale veniva scelto e dichiarato sacro. Si narra che, attorno al VI - V secolo a.C., alcune comunità giunsero in questo territorio guidati da un lupo, animale sacro di quella primavera. Ecco, quindi, perché il termine Irpini: nella lingua osca, la parola "Hirpus" significa appunto lupo. Il percorso che veniva seguito era quello dei tratturi, quella rete di percorsi tracciati dal continuo spostamento di animali allo stato brado in cerca di nuovi pascoli e nuove dimore.

Col tempo queste vie divennero strade principali dei popoli. I tratturi dovevano costeggiare o intersecare in vari punti i fiumi per dissetare il bestiame. Da qui l'ipotesi che il fiume Ufita rappresentasse un evidente richiamo al dissetarsi con la purezza delle sue acque. Un tratturo in particolare, quello che dagli Abruzzi (attuale Pescasseroli) porta a Candela, in Puglia, che certamente attraversava la Valle Ufita. I Sanniti, stanziatisi in questo territorio, ebbero un ottimo sviluppo socio-economico sia per le loro capacità, sia perché favoriti dalla posizione geografica che rappresentava un ostacolo per eventuali invasori e che consentiva uno scambio continuo con le coste adriatiche e tirreniche. Non fu facile per i Romani rendere mansueti gli Irpini. Romulea, città dei Sanniti, cadde lasciando sul terreno 2300 valorosi e consegnando ai Romani 6000 prigionieri-schiavi. Le strade vennero romanizzate, vennero costruiti ponti sul fiume Calore e sull'Ufita per completare il percorso della via Appia. In località Addolorata e Piano La Sala sono venute alla luce necropoli sannitiche con numerose tombe monumentali e principesche datate V - III secolo a.C., decorate e stuccate all'interno, contenenti ricchi corredi e arredi, fornaci per la produzione di laterizi, un tempio di età ellenistica, tracce di edifici pubblici di età imperiale, villaggi di epoca bizantina.

Carife potrebbe essere l'antica Romulea dei Sanniti, quella città che il valoroso popolo Sannitico, gli Irpini, volle dedicare a Romolo di cui si ritenevano discendenti. Fu distrutta durante la terza guerra Sannitica. Con la caduta dell’Impero Romano, Carife fu invasa dai barbari che distrussero la civiltà romana  con incendi e uccisioni. I Goti, poi i Bizantini e, a seguire, i Longobardi conquistarono questo territorio fino ad arrivare ad accorpare la Baronia al Ducato di Benevento. Una serie di nomi poi governarono Carife e il suo territorio fino al 1266, anno in cui arrivò la famiglia D’Angiò. Dopo un susseguirsi di donazioni di territori, ereditò il sito Antonio Capobianco, marchese di Carife dal 1667. Il paese rimase in possesso della famiglia Capobianco sino all’abolizione della feudalità avvenuta nel 1800. Conservarono i diritti feudali e il titolo nobiliare fino al 1962, quando si spense a Carife Lucia Capobianco.

Carife, capitale dell'archeologia irpina, sorge sopra una collina che domina la valle dell'Ufita. Il suo territorio, appartenente all'antica Baronia, conserva resti di insediamenti dalle origini antichissime.

Monumenti e luoghi d’interesse

 

Palazzo Marchesale

L’edificio risale al X secolo e possiede un portale arcuato a bugnato rustico ed un ampio cortile interno. Caratteristiche seicentesche si sono conservate nelle varie sale.

 

Chiesa di San Giovanni Battista

L’originario edificio venne distrutto dal sisma del 1732 per poi essere ricostruito nel 1756 secondo lo stile Vanvitelliano. La facciata è del tipo a capanna con portale in pietra decorato in stile barocco, finestrone centrale e lesene laterali. L’interno è a una sola navata e vi sono custoditi un polittico della Madonna del Rosario risalente al 1585, appartenente alla scuola di Andrea Sabatini da Salerno, affreschi di Marziano, un crocifisso ligneo del ‘700, una tela di antica scuola napoletana rappresentante San Giovanni Battista, statue lignee policrome ed un artistico altare in marmo.

 

Convento di San Francesco o della Madonna delle Grazie

L’antico Convento di San Francesco, detto anche della Madonna delle Grazie, è situato nel rione “Fossi”, il Borgo Antico di Carife e uno dei luoghi più importanti della Comunità. Il Convento è stato colpito da disastrosi terremoti. Il più grave fu quello del 29 Novembre 1732 che lo distrusse completamente. La Chiesa fu costruita nel 1749, proprio accanto al Convento dei Frati Minori Conventuali.

 

Chiesa dell’Addolorata

La chiesa dell'Addolorata si trova ai piedi di una discesa la quale parte dalla collina verdeggiante che sovrasta il paese e conduce al sito archeologico omonimo. Sulla pietra del portale d'ingresso della Chiesa dell'Addolorata è riportata la seguente scritta in latino: "a.d. posuit me desolata 1755". A pochi passi di distanza dall'edificio religioso si trova il sito archeologico che ha lo stesso nome (Addolorata) ed in cui sono state rinvenute delle tombe romane.

 

Area archeologica di Carife

Tutto il territorio comunale è stato oggetto di scavi e ritrovamenti archeologici. In particolare, in località Addolorata, nei pressi della chiesa omonima, si trova un importante sito archeologico, in cui sono state rinvenute le tombe sannitiche che componevano la necropoli irpina, resti di attrezzi risalenti al neolitico e vari monili.

 

Museo Archeologico Carife - Civiltà Preromane della Baronia

Inaugurato l'11 gennaio 2019, ospita, in quattro ampie sale, 352 reperti antichi rinvenuti nella Necropoli di Carife e Castel Baronia e delle fornaci romane scavate nel 1998 a cura dell'archeologo Johannowsky.